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DIALOGO SUL FUTURO DELL’EUROPA

15 aprile 2019

 

DIALOGO SUL FUTURO DELL’EUROPA

Un tecnocrate e un burocrate a confronto

Gianfranco Pasquino   –  Roberto Santaniello

 

 INTRODUZIONE

 

Conoscere per deliberare e, addirittura, per votare. Se prendiamo per buona la tesi che sostiene che le elezioni del Parlamento Europeo di fine maggio 2019 potranno essere disgreganti oppure (ri)fondanti, allora diventa indispensabile, imperativo che gli elettori europei conoscano quello che potrebbero perdere, vale a dire, l’Unione Europea che c’è, nella sua interezza oppure in componenti importanti. Sarà compito dei partiti, dei candidati, degli opinion-makers delineare l’Unione Europea che vogliono, quella che cercheranno di cambiare per averne di più o di meno, comunque, più o meno diversa dall’attuale, argomentando e persuadendo.

   L’Unione Europea che c’è è stata variamente criticata sia da coloro che sono favorevoli al progetto storico di costruzione di un grande sistema politico sovranazionale, federale sia da coloro che vi si oppongono. Non abbiamo nessun dubbio sulla legittimità delle critiche; ne nutriamo numerosi sulla loro validità poiché molto, troppo spesso le critiche sono basate su scarsa e inadeguata conoscenza dei fatti, delle istituzioni, delle regole che riguardano l’Unione Europea e il suo funzionamento. Di qui, la nostra decisione di contribuire ad una migliore conoscenza dell’UE attraverso uno scambio di idee, non paludato e, talvolta, scherzoso, fra due tipi ideali: un Burocrate e un Tecnocrate. Sono le due figure “europee” più spesso criticate da coloro che affermano di volere un’Europa dei cittadini e di loro rappresentanti democraticamente eletti e responsabili. Nessuno dovrebbe, peraltro, sottovalutare la necessità in qualsiasi sistema politico complesso, e l’Unione è inevitabilmente complessa, di burocrati impegnati in un intenso lavoro giorno per giorno e di tecnocrati che apportano le loro indispensabili competenze e conoscenze. Neanche in Europa è possibile applicare il precetto “uno vale uno”. A seconda dei compiti e dei problemi, c’è sempre uno che vale più di altri, che più di altri possiede le conoscenze per affrontare e risolvere quei problemi e i successivi.

   Siamo, Burocrate e Tecnocrate, entrambi europeisti, a ragion veduta e per esperienze acquisite. L’Europa è il luogo dove siamo nati, abbiamo studiato e vissuto; è il luogo nel quale preferiamo vivere. Anche per questo ottimo motivo vorremmo renderlo migliore con la riflessione, la ragione, l’azione. Il nostro dialogo ruota attorno ai pregiudizi e agli stereotipi più comuni e mira a svelarne la fragilità e gli errori al tempo stesso che offre il massimo di informazioni utili a saperne di più, molto di più. Avremo raggiunto il nostro obiettivo se qualche lettore diventerà più europeista. Con lui/lei costruiremo un’Europa più democratica, più efficiente, più solidale, più giusta. Si può.

 

Gianfranco Pasquino, Professore emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna, già Senatore della Repubblica per tre legislature, cinque lauree ad honorem e Accademico dei Lincei, si vanta di essere un tecnocrate perché rispetta le competenze altrui (e ha abbastanza convinzione nelle proprie) e rivendica di sapere usare e applicare la sua scienza politica.

Roberto Santaniello, Funzionario della Commissione europea, varie esperienze alle spalle, ma da sempre impegnato nella comunicazione e nell’informazione, consapevole di essere un civil servant europeo, accetta suo malgrado di essere definito burocrate, cioè grande conoscitore delle istituzioni europee e dei suoi meccanismi politici ed istituzionali.

 

Per leggere il testpo intero clicca sul link qui sotto

 DialogoSulFuturoDell’Europa

   

 

 

 

 

 

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La prima puntata del 2019 di Focus Europa

15 gennaio 2019

Riparte #insiemesiamoeuropa

Buon 2019 a tutti !!

 

 

 

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Ci ha lasciato Carlo Ripa di Meana, uomo coraggioso con il sorriso

6 marzo 2018

Carlo Ripa di Meana.jpg

 

Un politico europeo coraggioso !

 

Da pochi giorni ci ha lasciato Carlo Ripa di Meana. Molti dei commenti rilasciati  dopo la sua dolorosa scomparsa  si sono concentrati sulla sua vita insieme a Marina Ripa di Meana. Un po meno (tanto di meno)  sui suoi percorsi politici ed ancor meno sulla sua attività di uomo politico europeo dal 1979 al 1992. Carlo Ripa di Meana è stato infatti membro del Parlamento europeo nella prima legislatura eletta (1979/1984) a suffragio universale e diretto e per due volte membro della Commissione europea, presieduta da Jacques Delors. Ripa di Meana è stato un eccellente commissario nel momento di più grande fulgore dell’esecutivo europeo. Sono stati gli anni del progretto del grande mercato interno e dell’unione economica e monetaria. Proprio in quel periodo sono stati aperti i più importanti cantieri della costruzione comunitaria. Ripa di Meana ha dato il suo contributo a questi du cantieri e in due particolari ambiti. Nell’Europa della cultrura e dell’ambiente. Sulla scia del Progetto Spinelli, (il progetto per trasformare le Comunità europee in Unione europea) che egli stesso aveva  quando era parlamentare europeo, Ripa di Meana durante il suo mandato si è impegnato a dare contenuti concreti all’Europa dei Cittadini, primo passo per lo sviluppo della cittadinanza europea che fu poi formalmente introdotta dal Trattato di Maastricht. Grazie a questo impegno, la Commissione europea contribui all’elaborazione del Rapporto Adonnino, redatto congiuntamente al più noto Rappporto Dooge che preparo i contenuti delle riforme istituzionali previste dall’Atto unico europeo (1986). Dal rapporto Adonnino, sono venuti alla luce tra l’altro i simboli dell’Unione europea (inno, bandiera, motto) e il programma di più grande successo della storia comunitaria, Erasmus. Nel suo secondo mandato Ripa di Meana é stato commissario europeo all’ambiente. Grazie alle disposizioni inserite nell’Atto unico, che hanno dato una base giuridica a questa politica, la Commissione europea ha messo in cantiere una strategia attraverso cui è nata l’attuale politica di protezione dell’ambiente, di cui l’Europa è all’avanguardia. Ripa di Meana ne è stato coraggioso propulsore, coraggio che non ha lesinato quando era il momento di chiedere agli Stati membri di  recepire la legislazione europeea. Malgrado il suo rassicurante sorriso, Ripa non ha guardato in faccia nessuno, nemmeno la Lady di Ferro, Marghareth Tatcher, quando decise di inviare alla Gran Bertagna undici lettere di messa in mora per la mancata valutazione di impatto ambientale di altrettante autostrade.   Ripa di Meana, un uomo di cultura e con il sorriso aperto e contagioso. Ma anche uomo di coraggio e di grande spessore politico.  Gran costruttore dell’Europa. E’ cosi che vogliamo ricordarlo,.

 

Roberto Santaniello

 

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#Raccontiamoci con Sixtine Bouygues – vice direttore generale della Commissione europea

12 dicembre 2017

Oggi a #Insiemesiamoeuropa abbiamo il piacere di parlare con Sixtine Bouygues – vice direttore generale della Commissione europea responsabile delle attività per la comunicazione europea.

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La bella gioventù. Carolina Zanchi, vincitrice del concorso “Giovani Traduttori”

10 ottobre 2017

Un bell’incontro con Carolina, giovane vincitrice del concorso Juvenes Transatores. Un esempio di quel che ha detto Umberto Eco: la lingua dell’Europa é la traduzione. Grazie anche a Katia Castellani, funzionaria della DG traduzione della Commissione europea.

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#Raccontiamoci con Vito Borrelli, vice capo della Commissione europea in Italia

15 settembre 2017

#InsiemeSiamoEuropa

Questa settimana la rubrica #Raccontiamoci diventa #Presentiamoci con Vito Borrelli, vice capo della Commissione europea in Italia e capo del settore politico.

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Augurio di buone vacanze estive #InsiemeSiamoEuropa

11 agosto 2017

 

 

Augurio di buone vacanze estive #InsiemeSiamoEuropa

 

 

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#Presentiamoci – Quattro chiacchere con Timo Pesonen e Pia Ahrenkilde Hansen

1 agosto 2017

 

#Presentiamoci –  Timo e Pia a Studio Europa – Il nuovo ruolo delle Rappresentanze e la strategia di comunicazione della Commissione europea 

L’occasione è troppo ghiotta. Presentare Timo e Pia, due pezzi da “novanta” della DG COMUNICAZIONE. Rispettivamente Direttore generale e Direttrice per il il coordinamento delle Rappresentanze nelle capitali  Un mese fa in visita alla nostra Rappresentanza ed ospiti di Studio Europa. Presentiamo sul nostro Blog la loro intervista già apparsa su Focus Europa, dove ci spiegano un po di cose interessanti  sull’attività di comunicazione della Commissione europea e delle Rappresentanze nelle capitali dell’UE. Un altro bel quadretto per chi vuol scoprire l’Europa attraverso il nostro Blog. (RS)

#InsiemeSiamoEuropa #StudioEuropa

intervista a

Timo Pesonen, direttore generale della DG Comunicazione della Commissione europea

Pia Ahrenkilde, direttore delle Rappresentanze della Commissione europea

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Minacce ibride, fiducia dei consumatori e dialogo con la Turchia

1 agosto 2017

#FocusEuropa – Minacce ibride, fiducia dei consumatori e dialogo con la Turchia 

Temi della trasmissione:

– Aumenta la resilienza dell’Europa contro le minacce ibride
– I consumatori dell’Unione effettuano sempre più spesso acquisti transfrontalieri online
– Dialogo politico ad alto livello UE – Turchia
– Bar Europa festeggia un anno di attività
Interventi
Roberto Santaniello, consigliere media e comunicazione della Commissione europea in Italia
Mario Caligiuri professore di Intelligence presso l’Università della Calabria
Raffaele Torino, professore di diritto dell’UE all’Università Roma Tre
Nathalie Tocci, direttore dello IAI – Istituto Affari Internazionali
Michele Gerace, coordinatore della comunità Bar Europa

Conduttore: Luca Singer
Programme manager: Tomasz Koguc

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#raccontiamoci – Con Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo

27 luglio 2017

# Raccontiamoci – Con Pier Virgilio Dastoli

Un nome, un’idea, un impegno senza fine per l’unità federale dell’Europa. E’ questa la sintesi per raccontare Pier Virgilio Dastoli, oggi Presidente del Consiglio italiano del Movimento europeo (CIME).  Con Pier Virgilio ripercorriamo il percorso culturale e politico che lo ha portato a fare dell’impegno politico per un’Europa federale la sua ragione di vita. Ne esce un gustoso quadretto che ci aiuta a comprendere le ragioni della sua “insana” passione per il progetto europeo (RS).

 

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