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Archivio per ‘#Commenti’

Ci ha lasciato Carlo Ripa di Meana, uomo coraggioso con il sorriso

martedì, marzo 6, 2018

Carlo Ripa di Meana.jpg

 

Un politico europeo coraggioso !

 

Da pochi giorni ci ha lasciato Carlo Ripa di Meana. Molti dei commenti rilasciati  dopo la sua dolorosa scomparsa  si sono concentrati sulla sua vita insieme a Marina Ripa di Meana. Un po meno (tanto di meno)  sui suoi percorsi politici ed ancor meno sulla sua attività di uomo politico europeo dal 1979 al 1992. Carlo Ripa di Meana è stato infatti membro del Parlamento europeo nella prima legislatura eletta (1979/1984) a suffragio universale e diretto e per due volte membro della Commissione europea, presieduta da Jacques Delors. Ripa di Meana è stato un eccellente commissario nel momento di più grande fulgore dell’esecutivo europeo. Sono stati gli anni del progretto del grande mercato interno e dell’unione economica e monetaria. Proprio in quel periodo sono stati aperti i più importanti cantieri della costruzione comunitaria. Ripa di Meana ha dato il suo contributo a questi du cantieri e in due particolari ambiti. Nell’Europa della cultrura e dell’ambiente. Sulla scia del Progetto Spinelli, (il progetto per trasformare le Comunità europee in Unione europea) che egli stesso aveva  quando era parlamentare europeo, Ripa di Meana durante il suo mandato si è impegnato a dare contenuti concreti all’Europa dei Cittadini, primo passo per lo sviluppo della cittadinanza europea che fu poi formalmente introdotta dal Trattato di Maastricht. Grazie a questo impegno, la Commissione europea contribui all’elaborazione del Rapporto Adonnino, redatto congiuntamente al più noto Rappporto Dooge che preparo i contenuti delle riforme istituzionali previste dall’Atto unico europeo (1986). Dal rapporto Adonnino, sono venuti alla luce tra l’altro i simboli dell’Unione europea (inno, bandiera, motto) e il programma di più grande successo della storia comunitaria, Erasmus. Nel suo secondo mandato Ripa di Meana é stato commissario europeo all’ambiente. Grazie alle disposizioni inserite nell’Atto unico, che hanno dato una base giuridica a questa politica, la Commissione europea ha messo in cantiere una strategia attraverso cui è nata l’attuale politica di protezione dell’ambiente, di cui l’Europa è all’avanguardia. Ripa di Meana ne è stato coraggioso propulsore, coraggio che non ha lesinato quando era il momento di chiedere agli Stati membri di  recepire la legislazione europeea. Malgrado il suo rassicurante sorriso, Ripa non ha guardato in faccia nessuno, nemmeno la Lady di Ferro, Marghareth Tatcher, quando decise di inviare alla Gran Bertagna undici lettere di messa in mora per la mancata valutazione di impatto ambientale di altrettante autostrade.   Ripa di Meana, un uomo di cultura e con il sorriso aperto e contagioso. Ma anche uomo di coraggio e di grande spessore politico.  Gran costruttore dell’Europa. E’ cosi che vogliamo ricordarlo,.

 

Roberto Santaniello

 

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Anche Studio Europa si unisce al ricordo di Simone Veil

venerdì, luglio 14, 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

#Ricordiamoci – Simone Veil 

Sia pure con certo ritardo, anche #insiemesiamoeuropa ricorda la figura di Simone Veil,  donna coraggiosa e di grande temperamento. Sarà ricordata per molte cose, prima tra tutte per essere stata il primo Presidente del Parlamento europeo dopo la sua elezione a suffragio universale e diretto.  Come ascoltere, Simone Veil ebbe un’intuizione politica che non riusci a portare a termine a cavallo degli anni Ottanta, ma  che è riaffiorata prepotentemente con il movimento En marche di Emanuel Marcon (RS).

 

 

 

Sostiene Fischer

mercoledì, giugno 28, 2017

Sostiene Fischer

Il 12 maggio 2000, Joschka Fischer, allora Vice Cancelliere e Ministro degli esteri del governo della Repubblica Federale tedesca, pronunciò un famoso discorso di fronte agli studenti dell’Università Humboldt di Berlino. Il leader dei Verdi fece sentire la sua voce nel dibattito politico che si era aperto sulla futura architettura del Continente europeo che precedette la sfortunata stagione costituente (2003/2004) che ha consegnato alla storia europea il primo tentativo di dotarla di un trattato costituzionale. Fischer, a differenza di altri colleghi, si dichiarò apertamente e coraggiosamente in favore di una federazione. Il titolo della sua prolusione – “Dalla confederazione alla federazione” –  non lasciava adito a dubbi sulla visione politica del capo della diplomazia tedesca. Diciassette anni più tardi, in un ben diverso contesto politico, Fischer torna a parlare di futuro di Europa. Lo fa in un articolo (pubblicato martedì 24 giugno dal “Sole 24ore”) molto meno solenne e in una veste ben diversa da quella in cui pronunciò il suo discorso berlinese. I concetti espressi dal ex leader dei Verdi sono altrettanto espliciti e assertivi. Fischer prende spunto dalle parole pronunciate dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel nel suo recente comizio elettorale a Monaco di Baviera, durante il quale ha invitato “gli europei a prendere in mano il nostro destino”.  Egli fornisce la sua lettura del discorso che tanto scalpore ha suscitato nei commenti che ne sono seguiti. Fischer sgombera il campo da alcuni equivoci e soprattutto dal presunto affievolimento dello spirito transatlantico della Cancelliera tedesca. Per Fischer, ma soprattutto per colei che si appresta con molta probabilità a guidare ancora una volta il governo della Repubblica federale tedesca, non ci sono alternative possibili al rafforzamento dell’Europa. Un’ Europa forte è la migliore risposta alle sfide della globalizzazione e all’ imperativo di mantenere solido il ponte transatlantico (RS).

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Stefano Rodotà architetto della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea

lunedì, giugno 26, 2017

Salutiamo anche noi il Prof. Stefano Rodotà, uomo politico e autorevole membro della comunità accademica,  da sempre impegnato nella salvaguardia dei diritti.

Tra i tanti commenti che sono seguiti alla sua scomparsa,  non abbiamo letto o sentito alcun riferimento al  suo apporto all’elaborazione della Carta dei Fondamentali dell’Unione europea, conosciuta come Carta di Nizza ( http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A12012P%2FTXT ).

Questo documento, che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’Unione europea come Comunità di diritto, è stata elaborato nel 2000  da una Convenzione ad hoc di 62 membri presieduta dall’ex presidente della Repubblica federale tedesca, Roman Herzog. Insieme ad Elena Paciotti e Piero Melograni, Rodotà faceva parte della delegazione italiana, . L’uomo dei diritti non poteva che essere uno  degli architetti della Carta europea dei diritti fondamentali.  Dal 2007, la Carta  ha un valore giuridicamente vincolante e può essere invocata in giustizia. Rendiamo merito al Prof. Rodotà di aver contribuito ad un sostanziale rafforzamento dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Ci piace ricordarlo con le sue parole.

RS

 

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L’aria che tira !

lunedì, giugno 26, 2017

L’aria che tira.

C’è un’aria diversa che attraversa l’Europa ! Malgrado l’ondata di caldo che ha colpito il Vecchio Continente  in questi ultimi giorni, l’aria è più fresca e respirabile rispetto ad alcuni mesi fa.  L’effetto Macron c’é e si vede, ma é l’insieme dell’Europa che sembra essersi rimessa “en marche“.

Se ne accordo anche il Prof. Francesco Giavazzi, che in passato non era stato per niente tenero con l’Europa. Qualcuno probabilmente si ricorderà il volume “Goodby Europe” scritto a quattro mani con il suo collega Alberto Alesina. Il titolo non lasciava adito a dubbi, una vera bocciatura per l’Unione europea. Fortunatamente,  le cose e le opinioni possono cambiare, come dimostra il contenuto dell’editoriale  che lo stesso Giavazzi ha scritto ieri per il Corriere della Sera  (http://www.corriere.it/economia/17_giugno_25/amor-piu-serio-l-europa-33f73986-5914-11e7-9107-84a0da949716.shtm).

Il titolo è di per sé  molto esemplificativo della mutata attitudine dell’economista bergamasco nei confronti del progetto europeo:  ” Un amore più serio per l’Europa”. Giavazzi mette in fila gli elementi positivi di queste ultime settimane, compresi  i risultati incoraggianti delle indagini demoscopiche.

Il famoso docente della Bocconi non rinuncia  tuttavia ad avvertire sui i pericoli che ancora esistono e che l’entusiasmo di queste settimane possono contribuire a far passare sotto traccia. Ci sono ancora molti cantieri aperti su cui l’Europa deve ritrovare la sua progettualità politica. A cominciare dall’economia,  dove le idee messe sul tavolo dalla Commissione europea con il suo documento di riflessione sono interessanti ed hanno avviato un dibattito tra gli addeetti ai lavori e i policy makers.

Siamo d’accordo con Giavazzi, ci vuole un’amore più serio per l’Europa per accompagnarla nella sua fase adulta. Dopo sessanta anni, la cara vecchia Europa ha regalato ai suoi cittadini pace, democrazia e benessere. Un amore più serio per il progetto europeo, da parte di tutti, dalle istituzioni ai cittadini, lo aiuterà ad essere all’altezza dei compiti che l’attendono nei prossimi sessanta anni !

 

Roberto Santaniello

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