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Sostiene Fischer

Sostiene Fischer

Il 12 maggio 2000, Joschka Fischer, allora Vice Cancelliere e Ministro degli esteri del governo della Repubblica Federale tedesca, pronunciò un famoso discorso di fronte agli studenti dell’Università Humboldt di Berlino. Il leader dei Verdi fece sentire la sua voce nel dibattito politico che si era aperto sulla futura architettura del Continente europeo che precedette la sfortunata stagione costituente (2003/2004) che ha consegnato alla storia europea il primo tentativo di dotarla di un trattato costituzionale. Fischer, a differenza di altri colleghi, si dichiarò apertamente e coraggiosamente in favore di una federazione. Il titolo della sua prolusione – “Dalla confederazione alla federazione” –  non lasciava adito a dubbi sulla visione politica del capo della diplomazia tedesca. Diciassette anni più tardi, in un ben diverso contesto politico, Fischer torna a parlare di futuro di Europa. Lo fa in un articolo (pubblicato martedì 24 giugno dal “Sole 24ore”) molto meno solenne e in una veste ben diversa da quella in cui pronunciò il suo discorso berlinese. I concetti espressi dal ex leader dei Verdi sono altrettanto espliciti e assertivi. Fischer prende spunto dalle parole pronunciate dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel nel suo recente comizio elettorale a Monaco di Baviera, durante il quale ha invitato “gli europei a prendere in mano il nostro destino”.  Egli fornisce la sua lettura del discorso che tanto scalpore ha suscitato nei commenti che ne sono seguiti. Fischer sgombera il campo da alcuni equivoci e soprattutto dal presunto affievolimento dello spirito transatlantico della Cancelliera tedesca. Per Fischer, ma soprattutto per colei che si appresta con molta probabilità a guidare ancora una volta il governo della Repubblica federale tedesca, non ci sono alternative possibili al rafforzamento dell’Europa. Un’ Europa forte è la migliore risposta alle sfide della globalizzazione e all’ imperativo di mantenere solido il ponte transatlantico (RS).

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